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Agevolazioni per i lavoratori con minore in situazione di handicap

Stralcio della legge 5 febbraio 1992, n. 104

“Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti dei portatori di handicap.” (Pubblicata in Gazzetta Ufficiale, 17 febbraio 1992, n. 39, S.O.

Articolo 33 – Agevolazioni:

1. La lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche adottivi, di minore con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, hanno diritto al prolungamento fino a tre anni del periodo di astensione facoltativa dal lavoro di cui all’articolo 7 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati.

2. I soggetti di cui al comma 1 possono chiedere ai rispettivi datori di lavoro di usufruire, in alternativa al prolungamento fino a tre anni del periodo di astensione facoltativa, di due ore di permesso giornaliero retribuito fino al compimento del terzo anno di vita del bambino.

3. A condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa. Il predetto diritto non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per l’assistenza alla stessa persona con handicap in situazione di gravità. Per l’assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, il diritto è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente. Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado o entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

3-bis. Il lavoratore che usufruisce dei permessi di cui al comma 3 per assistere persona in situazione di handicap grave, residente in comune situato a distanza stradale superiore a 150 chilometri rispetto a quello di residenza del lavoratore, attesta con titolo di viaggio, o altra documentazione idonea, il raggiungimento del luogo di residenza dell’assistito.

4. Ai permessi di cui ai commi 2 e 3, che si cumulano con quelli previsti all’articolo 7 della citata legge n. 1204 del 1971, si applicano le disposizioni di cui all’ultimo comma del medesimo articolo 7 della legge n. 1204 del 1971, nonché quelle contenute negli articoli 7 e 8 della legge 9 dicembre 1977, n. 903.

5. Il lavoratore di cui al comma 3 ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede.

6. La persona handicappata maggiorenne in situazione di gravità può usufruire alternativamente dei permessi di cui ai commi 2 e 3, ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferita in altra sede, senza il suo consenso.

7. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5 si applicano anche agli affidatari di persone handicappate in situazione di gravità.

7-bis. Ferma restando la verifica dei presupposti per l’accertamento della responsabilità disciplinare, il lavoratore di cui al comma 3 decade dai diritti di cui al presente articolo, qualora il datore di lavoro o l’INPS accerti l’insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei medesimi diritti. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a caricodella finanza pubblica».

Riforma Sanità Regione Lombardia: cosa cambia

La riforma della sanità lombarda è stata approvata dal consiglio regionale nella tarda serata del 5 agosto, dopo una trattativa serrata con le opposizioni che aveva portato ad accogliere alcune loro richieste in cambio del ritiro di oltre 20 mila ordini del giorno ed emendamenti ostruzionistici. La riforma è passata con il voto favorevole del centrodestra e il voto contrario delle opposizioni.

Diverse le novità che vengono introdotte. La prima, quella “in testa” a tutto, è la nascita del super-assessorato che riunisce le deleghe alla salute, al welfare e alla famiglia.
I ticket verranno rimodulati in base al reddito: questa era una delle richieste delle opposizioni. In particolare, da gennaio 2016 verranno ridotti per i redditi inferiori a 30 mila euro, ma si parte già ad ottobre per quelli inferiori a 18 mila. Tutti gli ospedali verranno trasformati in Aziende socio-sanitarie territoriali. La sigla da imparare è Asst. Ognuna delle Asst avrà un reparto dedicato ai ricoveri ospedalieri e uno alle cosiddette cure territoriali, come l’assistenza ai disabili o quella domiciliare, in collaborazione coi medici di famiglia.
I medici di famiglia avranno quindi nuove funzioni. Accompagneranno il paziente fino in ospedale attraverso due nuovi tipi di strutture, Aft (Aggregazioni funzionali territoriali) e Uccp (Unità complesse di cure primarie) per effettuare esami (ecografie e radiografie) e curare determinate patologie (diabete, malattie respiratorie).
Spariscono anche le Asl: si chiameranno Ats (Agenzie di tutela della salute) e, da 16, si dimezzano a 8. Si occuperanno esclusivamente del controllo e della programmazione. Da aziende, infatti, diverranno agenzie. Niente più, dunque, servizi territoriali, che saranno effettuati direttamente dalle Asst (gli ospedali, di cui sopra).
Tra le altre novità più di rilievo, cambieranno i finanziamenti per le infrastrutture ospedaliere e sanitarie private; inoltre, le nomine dei manager sanitari verranno effettuate da una commissione ad hoc, che “pescherà” da una specie di “short list” dei candidati sulla base dei curriculum (altra richiesta delle opposizioni), anche se il presidente di questa commissione potrà “ripescare” candidati non presenti nella lista. Nasce anche un’agenzia di controllo, richiesta dal Movimento 5 Stelle. Infine, il polo pediatrico: è stata sancita la fusione di Buzzi, Sacco, Fatebenefratelli e Melloni, come da accordi nel centrodestra, inizialmente diviso sulla questione.
“Con la riforma a regime – ha affermato il presidente lombardo Roberto Maroni – la regione prevede di recuperare circa 300 milioni di euro da reinvestire nel sistema sanitario in particolare per ridurre i ticket sanitari, le liste d’attesa e le rette delle residenze sanitarie per anziani“. Le opposizioni, pur riconoscendo i “passi avanti” derivati dal tavolo di confronto, restano critiche e parlano di semplice “evoluzione” rispetto al modello formigoniano.
DA ASL A AST – Le nuove agenzie che sostituiscono (e dimezzano) le Asl sono le seguenti: Insubria (Varese e Como), Brianza (Monza e Lecco), Bergamo, Brescia, Pavia, Val Padana (Cremona e Mantova), Città Metropolitana (Milano e Lodi) e Montagna (Sondrio e Valcamonica).
DA AO A ASST – Le vecchie aziende ospedaliere (cioè gli ospedali) diventano Asst, con competenze anche sociosanitarie di cure territoriali, tanto che ognuna di loro sarà operativamente divisa in due strutture con bilanci separati anche se direttore generale unico.

Le Asst saranno 27. Rispetto a quanto era stato approvato in commissione, se ne aggiungono cinque: l’Asst di Crema, il Papa Giovanni di Bergamo, gli Spedali Civili di Brescia e Niguarda e Gaetano Pini a Milano. Polemiche su un emendamento “dell’ultimo minuto” che accorpa l’ospedale di Tradate all’Asst di Varese anziché a quella della Valle Olona.

La nuova Agenzia di tutela della salute (ex Asl) della Città Metropolitana riguarda i territori di Milano e Lodi. Ecco le strutture di competenza, così come definite dalla riforma: Irccs Istituto nazionale dei tumori, Irccs Istituto neurologico Carlo Besta, Irccs Policlinico (con Mangiagalli), Asst Niguarda, Asst Gaetano Pini, Asst San Paolo e San Carlo (zone 5, 6 e 7 di Milano), Asst Sacco e Fatebenefratelli (con Buzzi e Melloni), Asst Legnano, Asst Rho (con Garbagnate Milanese), Asst Lodi-Melegnano, Asst Cinisello-Sesto.“

Informazione per i Residenti in Lombardia

La Regione Lombardia, in applicazione della Legge Regionale n. 23/99 “Politiche regionali per la famiglia”, con Decreto della Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato n° 12794 del 30/12/2013

ha approvato

le modalità di erogazione dei contributi alle famiglie di persone con disabilità o al singolo soggetto disabile per l’acquisto di strumenti tecnologicamente avanzati, con l’obiettivo di contribuire all’autonomia della persona disabile, anche attraverso il miglioramento dell’accessibilità dell’ambiente domestico, favorire l’integrazione e il reinserimento sociale e professionale delle persone con disabilità, compensare le diverse limitazioni funzionali, siano esse motorie, visive, uditive, intellettive e del linguaggio.

La domanda deve essere presentata rivolgendosi al proprio Distretto Socio Sanitario di residenza.

Clicca qui per visionare il Decreto Regione Lombardia decreto n. 12794 del 30 dicembre 2013

Un Ottimo Consiglio Per Chi si Assenta

Un ottimo consiglio per capire se, a causa di un ammanco di energia elettrica, FRIGORIFERO/FREEZER hanno perso il loro potere refrigerante e ALTERATO FARMACI e/o alimenti in essi contenuti: mettere nel freezer una ciotolina con 3 cubetti di ghiaccio. Se il frigorifero rimane spento troppo tempo i cubetti si sciolgono e, al ritorno della corrente, avranno formato un blocco unico. Meglio accertarsi che i cubetti siano sempre 3 in caso siate stati assenti per più di 8-10 ore da casa.

Incontro “LA PREVENZIONE CURA E RASSICURA”

LA PREVENZIONE CURA E RASSICURA (18 Giugno 2014)
ANCHE ARG-Italia ONLUS HA PATROCINATO QUESTA INIZIATIVA.

La Prevenzione Cura e Rassicura | ARG-Italia ONLUS

La diagnosi precoce è la prima cruciale arma per contrastare il peggioramento delle patologie reumatiche: essa consente di limitare o addirittura evitare i danni articolari legati al decorso incontrollato della malattia.

Mercoledì 18 giugno, dalle ore 10:00 alle ore 18:00
Piazza Città di Lombardia, 1 – Milano

per un’intera giornata dedicata al valore della diagnosi precoce in ambito reumatologico, con la possibilità di effettuare esami diagnostici gratuiti, evitando così lunghe liste d’attesa.

Nell’arco della giornata, patrocinata dalla Regione Lombardia, dalla Provincia e dal Comune di Milano, nonché da importanti Società scientifiche reumatologiche, di medicina di base e da associazioni di pazienti, vi sarà la possibilità di effettuare esami diagnostici gratuiti – non invasivi e non dolorosi – volti ad esplorare sintomi legati a osteoporosi, artrosi, artrite reumatoide, artrite psoriasica, fenomeno di Raynaud e connettiviti.

Per maggiori dettagli, visita il sito di Alomar

Invita anche chi non ha mai fatto consulti reumatologici, e presenta sintomi quali – ad esempio – dolori articolari persistenti, a partecipare a questa importante iniziativa di sensibilizzazione!

Ti aspettiamo.

 

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